Modàfferi

AAPF

Percorso

Teatro da Tavolo

“Certi reati sono di una gravità assoluta, la giusta pena anche. Ma è difficile non chiedersi se alcuni criminali non abbiano avuto una strada segnata fin dalla nascita diventando, forgiati dalla cultura in cui sono vissuti, macchine da reato senza alternative.
Chi potrebbe o dovrebbe intervenire per interrompere questa catena del male? e come?
“A vent’anni fu condannato a trenta di prigione. Per cominciare, sei mesi di isolamento, e lesse Pascal, Aristotele e Sant’Agostino. Dei suoi reati scrisse poesie e le pubblicò. Si mise a fare teatro, ma aveva scontato dieci anni e ne aveva abbastanza…”.
Questo è lo stralcio di un racconto condotto in prima persona da Michele Carlesi. Dentro lo chiamano Professore.
In realtà è un regista che aveva scelto il carcere per fare il suo teatro, immaginando di poterne riconquistare la fonte autentica grazie ‘all’innocenza teatrale’ dei detenuti. Fantasticava di celebrare con loro dal palcoscenico dei rituali di riparazione, davanti a un pubblico di cittadini. Però, quando si trova di fronte a certi sguardi distaccati, scettici e indagatori, capisce che le necessità con cui si dovrà confrontare saranno complesse, che la strada da percorrere per giungere alla meta sarà diversa da quella che pensava e che anche le mete dei detenuti saranno altre, con cui fare i conti prima di orientarsi verso la propria.
In particolare, questi pensieri gli tornano tutti insieme all’improvviso quando suo malgrado deve inserire nel laboratorio teatrale il detenuto Modàfferi, un criminale che scrive poesie.
Il racconto si snoda tra corridoi, celle di punizione, notti tormentate e telefonate proibite.
Carlesi si avvicinerà effettivamente alla “fonte autentica” che cercava, ma accadrà grazie alla inattesa riscoperta della propria innocenza teatrale, dove ciò che conta è la vita e il teatro diventa capace di riscoprirne la profondità più sacra.

dai 15 anni
durata: 50 minuti circa

Claudio Montagna, tra i fondatori del Teatro dell’Angolo di Torino e oggi direttore artistico di Teatro e Società, è considerato uno dei padri dell’Animazione teatrale e dell’uso del linguaggio teatrale in contesti sociali e di disagio. Finissimo drammaturgo, durante la pandemia ha realizzato una serie di spettacoli da tavolo di grande intensità seduttiva, unendo il fascino della parola del racconto a figurazioni semplici ma evocative. Ne è nato un repertorio capace di prendere per mano lo spettatore e di trasportarlo in una dimensione di scoperta e di riflessione.

foto della gallery di Lorenzo Mascherpa

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